Paolo di Paolo, Raccontami la notte in cui sono nato, Perrone 2008

I quattro di Gargantua non si spaccano le chiappe solo per stare in bilico sulla scenografia. D’estate si laureano, figliano, sposano, vanno a festival-premi-presentazioni.
Nello specifico, fanno uscire un libro.
Un libro al quale hanno sacrificato le ore sfuggite alle fauci di Gargatua, sacrificato giorni, pensieri, energie messe in salvo; vita.
Un libro per mettere in gioco sé stessi, che in piccolo è quello che fai in un minuto di diretta tv, e in grande è ciò che si fa dacché si ha l’età della ragione. Paolo (che questa età l’ha avuta a tre anni!), il giorno in cui esce il suo libro, pensa ad Andrea e dice: Forse dovevo fare un libro sui neuroni-specchio.  Invece - con tutto rispetto per neuroni, geni economizatori & co - nessuna storia sarebbe uscita dalla mano di Paolo con grazia maggiore, nessuna si sarebbe lasciata leggere più lievemente nonostante la commozione.
Allora, per una volta che non può essere lui a introdurre lo scrittore di turno, prendendo a botte il libro che ha in mano – e giù a dire che questo entra nel fango della vita con le mani, con le scarpe, col corpo, con la Smart! – vi diciamo io come ci è entrato lui, con la scrittura, nella vita, fin da quella famosa notte.
Raccontami la notte in cui sono nato è la storia di Lucien che vende la sua vita su e-bay al suo alterego Filippo. Potrebbe essere la sceneggiatura di un filmetto americano. Se non fosse che Paolo coglie lo spunto da questa storia (vera) per mettere in parola limpida e composta - mai un inciampo - l’inadeguatezza di un giovane che è a un passo dall’avere l’amore al posto della tenerezza, la felicità che c’è oltre la realizzazione, il mondo chiuso dietro la finestra che lo trattiene. Un passo che sceglie di non muovere, come se fosse leopardianamente più dolce contemplare da lontano la bellezza di un ricordo, persino di un rimpianto, di un luogo, della sua Signorina F: la ragazza che Filippo non aspetterà tanto a prendere per sé. A che vale allora comperarsi una vita? Che cosa manca alla volontà e al talento di Lucien, alla stima di cui gode presso tutti quanti, alla tenera goffaggine della sua adolescenza protratta, per diventare la disinvoltura, la praticità di Filippo?
Manca forse una storia sola, solo una storia che si perde nel tempo. La storia della notte in cui è nato Lucien.
arianna giorgia bonazzi

A lezione da Max Gazzè

A dire il vero avremmo voluto parlare di musica. Quando è salito in cattedra ci siamo però arresi e abbiamo iniziato a prendere appunti. Online la sua improvvisata lezione. Su fisica quantistica, filosofia, neuroscienze…

A.A.A. Cultura per gaudenti offresi

Fuori moda? Noiosa? Impolverata? Macché. Il nostro Denis Krief scende dal trespolo di Gargantua e spazza via ogni luogo comune. Svelandoci finalmente chi è, che cosa fa e come riabilitare lirica e cultura in tv. Online i suoi preziosi consigli
Diego Giuliani

Addio in musica

Ultima puntata di Gargantua all’insegna di musica e improvvisazione. Protagonista il botta e risposta per voce e chitarra, tra Francesco Guccini e Giovanna Marini, su melodie e testi antichi di canti popolari e duetti poetici dei “pastori dotti”. Di libri si parla poi con i “golden boys” Paolo Giordano e Stefan Merrill Block: esordienti dell’anno, accomunati dai 25 anni all’anagrafe e l’amore per la scienza, che ha ispirato i loro successi. E poi ancora i ricci e i baffi di Max Gazzè, al servizio del duetto al flauto, con cui salutiamo il pubblico e auguriamo a tutti una buona estate.

gli ospiti della decima puntata

Silvia Catasta, flautista
Stefan Merrill Block, scrittore
Max Gazzé, musicista
Paolo Giordano, scrittore
Francesco Guccini, cantautore e scrittore
Giovanna Marini, musicista

decima puntata, 10 giugno

Le parole nella musica, la musica nelle parole: ne parla Francesco Guccini nell’ultimo appuntamento con Gargantua in onda martedi 10 giugno a mezzanotte circa.
Guccini racconta di sé come scrittore, dell’amore per la parola e per il suo ’significare’ come emerge in Icaro, il suo ultimo libro di racconti. Temi che il cantautore emiliano affronta anche nel dialogo con Giovanna Marini, una delle protagoniste della canzone popolare italiana.
Ancora, le interviste a due giovani scrittori emergenti, Paolo Giordano e Stefan Merrill Block, entrambi capaci di tradurre la scienza in letteratura, entrambi diventati casi letterari: Giordano con La solitudine dei numeri primi, Block negli Stati uniti con The story of forgetting, ora tradotto in Italia come Io non ricordo.
A chiudere la puntata, infine, Max Gazzè con le sue note raffinate e le riflessioni su un mondo che cambia. Lo stesso raccontato dall’ultimo album Dall’aratro alla radio.

L’altra Napoli di Raiz

Online il video del nuovo singolo. “Un grido di dolore” di fronte alla situazione della sua città, che dice tutto fin dal titolo: “Nun me arrendo”. Per saperne, e visto che è in napoletano stretto, soprattutto “capirci” di più, i nostri virgulti sono scesi dalla staccionata e lo hanno accerchiato con la telecamera. I risultati nel bacchettone in alto

Scuole, suore, amore

Le strampalate rime di Gargantua declinate dai nostri ospiti.  Spumeggiante reginetta della serata Luciana Littizzetto: dispensa irriverenti consigli per togliere il medico di torno, interpreta per noi il monologo di una quarantenne, se la prende con gli uomini e poi duetta sulla scuola con Marco Lodoli. Dall’amore per la vita che la suora del suo ultimo libro riscopre grazie a un alunno a quello che i lettori confessano ogni giorno a Massimo Gramellini nella sua “posta del cuore”. Poi ancora Gianni Minà, con le sue dichiarazioni in documentario a Maradona, Cassius Clay e Fidel Castro e la rilettura jazz dei Pink Floyd, firmata in coppia da Rita Marcotulli e Raiz.

gli ospiti della nona puntata

Massimo Gramellini, giornalista
Luciana Littizzetto
Marco Lodoli
, scrittore
Gianni Minà, giornalista e scrittore
Rita Marcotulli, pianista
Raiz, cantante

nona puntata, 3 giugno

Gargantua irrompe Luciana Littizzetto che, oltre il suo essere personaggio, rivela aspetti meno conosciuti come quello dell’ex insegnante o dell’amante della scrittura, e si confronta con lo scrittore Marco Lodoli, anch’egli docente e autore del libro Sorella, storia di una suora, dei suoi dubbi, delle sue scelte inattese. E con il vicedirettore di La Stampa Massimo Gramellini su Cuori allo specchio, rubrica ora diventata libro sull’amore visto e ’sentito’ dagli italiani. Un tema al quale la Littizzetto ha dedicato molta, e pungente, attenzione. Ospite anche Gianni Minà, cinquant’anni di giornalismo e inchieste, protagonista di una retrospettiva alla Casa del Cinema a Roma.
Per la musica, infine, la pianista jazz Rita Marcotulli e il musicista napoletano Raiz, per una contaminazione tra jazz e pop già sfociata nell’inedito Omaggio ai Pink Floyd.